CASA IN MOVIMENTO SOTTO SFRATTO

Pubblicato: 19 aprile 2017 nella categoria Blog

Il giorno 18 aprile 2017 abbiamo ricevuto una lettera del Comune di Cologno Monzese: ci viene richiesto di sgomberare i locali di proprietà comunale in cui abbiamo sede dal 2006, che ad oggi risultano occupati “senza il prescritto titolo giuridico”. La data indicata per il “rilascio dei locali, da cose e persone” è il 30 aprile 2017. Siamo invitati a prendere appuntamento quanto prima con un funzionario del Comune per concordare le modalità di restituzione.

In pratica, avremmo poco più di dieci giorni per lasciare dieci anni di storia e di presenza a Cologno, interrompendo oltre tutto le attività in corso (scuola popolare di italiano per donne migranti, gruppi di studio e di disegno, iniziative culturali, gruppo di acquisto solidale, spazio bimbi e famiglie, scuola di arabo, ecc.).

Prima di questa lettera non abbiamo ricevuto nessun’altra comunicazione o convocazione dagli assessori competenti. Nella lettera non ci sono proposte di incontro, né di dialogo, né di rinnovo dell’accordo per l’uso degli spazi; un accordo che in passato era stato firmato con le precedenti giunte e una volta scaduto non era più stato rinnovato per cause indipendenti dalla nostra volontà.

Notiamo con preoccupazione la pericolosa china presa da questa giunta: chiusura unilaterale di servizi di tutela delle fasce più deboli, anche storici (Scuola di italiano, sportello migranti, asilo nido di via Boccaccio), progressiva desertificazione della vita associativa della città e di spazi di incontro come il Centro Interculturale delle donne e l’ANPI. Tutto questo per lasciare spazio ad eventi calati dall’alto e che sono fruibili solo da chi ha soldi da spendere (mercatini in primis). Questo non farà che escludere alcuni (ma secondo noi sempre più molti) degli abitanti di Cologno dalla vita sociale della città, e rendere gli altri totalmente passivi e incapaci di prendere iniziative, anche solo per far vivere il proprio territorio. Passività ed esclusione sociale che nei nostri dieci anni di attività abbiamo sempre cercato, con la nostra azione, di contrastare.

Siamo convinti che il territorio appartenga a chi lo abita – non importa se nato qui o in un altro paese. Appartiene a chi lo riempie ogni giorno con le sue idee e con le sue pratiche. Non è di chi pensa di passarci sopra come una ruspa, sopratutto se non vive qui e ha assunto incarichi politici per logiche di partito.

Vi invitiamo a restare sintonizzati con la Casa e a partecipare alle prossime iniziative. A partire dal corteo del 25 aprile (ritrovo ore 10.30 in Villa Casati) e dal pranzo sociale della Liberazione (ore 12.30) alla Casa in Movimento.

#ColognorEsiste #CulturaNonChiusura

Il collettivo della Casa in Movimento


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